Un breve promemoria sul funzionamento dei tassi di interesse: essi evolvono in funzione di diversi fattori principali:
• l’inflazione
• l’evoluzione dei tassi direttivi della BCE (direttamente collegata all’inflazione)
• l’OAT a 10 anni (obbligazioni assimilabili del Tesoro francese)
• la politica commerciale delle banche
Per rispondere a questa domanda, analizzeremo ciascuno di questi parametri.
1) La guerra in Medio Oriente ha un impatto diretto sull’inflazione
La guerra in Medio Oriente, che doveva durare solo due settimane, sembra protrarsi. Questo conflitto, che ha come obiettivo anche le infrastrutture petrolifere e interrompe il traffico nella regione dello Stretto di Ormuz, ha provocato un aumento del prezzo dei barili di petrolio. Questo aumento ha avuto automaticamente un impatto sull'inflazione globale.
Ecco alcuni esempi dell'impatto dell'aumento dei prezzi del petrolio sull'inflazione:
• I fertilizzanti sono in gran parte derivati da prodotti energetici. L'aumento del prezzo del petrolio ha comportato un aumento del costo dei fertilizzanti, che è molto basso nel prezzo di frutta e verdura.
• L'aumento di quasi il 50% del prezzo del gasolio dall'inizio del conflitto si ripercuoterà anche sui prezzi dei beni di consumo. I costi di produzione e di trasporto sono in aumento, il che si traduce inevitabilmente in un rincaro dei prezzi nei negozi.
Questi esempi illustrano un punto essenziale: il rischio inflazionistico, come quello osservato durante la guerra in Ucraina, ha forti probabilità di ripetersi nel 2026. Tuttavia, l’inflazione e l’aumento dei tassi immobiliari sono strettamente collegati, poiché una delle principali leve per contenere l’inflazione rimane l’aumento dei tassi di riferimento.
2) L’aumento dell’inflazione potrebbe spingere la BCE ad aumentare i propri tassi di riferimento
Come abbiamo potuto constatare nel 2022 e nel 2023, la BCE è stata costretta ad aumentare i tassi per frenare l’inflazione in forte aumento in Europa.
Nel contesto attuale, caratterizzato dall'aumento dei prezzi dell'energia, è probabile che la BCE, dopo una fase di allentamento iniziata nel 2024, sia nuovamente costretta ad aumentare i tassi entro la fine del 2026 per contenere le tensioni inflazionistiche.
3) L'OAT a 10 anni è in forte rialzo
L'andamento dell'OAT a 10 anni è influenzato da diversi fattori.
Da un lato, un aumento dei tassi di riferimento della BCE comporta generalmente un aumento dei tassi obbligazionari.
D'altro canto, anche la situazione delle finanze pubbliche francesi gioca un ruolo importante.
Sebbene la Francia non sia direttamente coinvolta nel conflitto in Medio Oriente, la spesa pubblica è in aumento, in particolare in un contesto di rafforzamento delle capacità di difesa. Ciò appesantisce il debito pubblico e aggrava il deficit.
Questa situazione può preoccupare gli investitori, che esigono quindi rendimenti più elevati per finanziare il debito francese, il che comporta un aumento dei tassi sui titoli di Stato, in particolare dell’OAT a 10 anni. È esattamente ciò che stiamo osservando dall’inizio del conflitto con l’Iran, con un forte aumento dell’OAT a 10 anni.
Tuttavia, questo indicatore viene utilizzato direttamente dalle banche francesi come riferimento per fissare i tassi di interesse sui mutui immobiliari offerti agli acquirenti. Un aumento dell'OAT comporta quindi automaticamente un aumento dei tassi immobiliari
4) Le banche fungono da ammortizzatore… ma in misura limitata
Un fattore, tuttavia, mitiga questa dinamica: le banche hanno bisogno di nuovi clienti e il credito immobiliare rimane una leva commerciale fondamentale.
Pertanto, anche in periodi di aumento dei tassi, cercano di rimanere competitive per continuare a finanziare progetti immobiliari. Possono quindi, in una certa misura, limitare o attenuare l'aumento dei tassi.
Tuttavia, questa capacità di adeguamento rimane vincolata dalle condizioni di mercato. Le banche non possono concedere prestiti in perdita a lungo termine, il che limita il loro margine di manovra in caso di aumento prolungato dei tassi.
Conclusione: tutti questi elementi confermano che la probabilità di un aumento dei tassi immobiliari nel 2026, da qui alla fine dell'anno, è tutt'altro che trascurabile. La domanda che ci si può ora porre è la seguente: in che misura e a quale velocità aumenteranno i tassi?
Quale sarà l'entità di questo aumento dei tassi entro la fine del 2026?
È difficile, in questa fase, valutare con precisione l'entità di un eventuale aumento dei tassi immobiliari nel 2026, tanto più che la guerra in Medio Oriente non è ancora terminata e non sappiamo ancora come evolverà la situazione.
Tuttavia, secondo diverse fonti, in scenari sfavorevoli, l’inflazione potrebbe raggiungere il 4% entro la fine del 2026, contro lo 0,9% di fine febbraio 2026. Inoltre, anche se la guerra dovesse finire, ci vorranno molti mesi per ripristinare le infrastrutture petrolifere danneggiate e tornare ai livelli di produzione prebellici.
In queste condizioni, anche in caso di un rapido ritorno alla pace e di stabilizzazione del prezzo del barile, quest'ultimo dovrebbe rimanere stabilmente superiore al livello pre-crisi. È quindi altamente probabile che si verifichi un'inflazione persistente, destinata a durare prima di tornare ai livelli osservati negli ultimi due anni.
Pertanto, come abbiamo potuto constatare in passato, l'aumento dell'inflazione precede generalmente di diversi mesi l'effettivo aumento dei tassi di interesse sui mutui immobiliari. Riteniamo quindi che oggi siamo solo all'inizio dell'aumento dei tassi immobiliari nel 2026, che potrebbe accelerare alla fine dell'anno e protrarsi nel 2027.

Conclusione: a questo punto, è ancora poco probabile che l’inflazione raggiunga i livelli superiori al 6% osservati nel 2022-2023. Tuttavia, questo aumento da circa l’1% al 4% entro la fine dell’anno avrà inevitabilmente un impatto sui futuri tassi di interesse immobiliari.
Inoltre, l'andamento attuale dell'OAT a 10 anni e dei tassi nominali a 20 anni ci permette anche di prevedere in parte l'evoluzione futura dei tassi d'interesse nei prossimi mesi.

Questo grafico evidenzia diversi aspetti:
il tasso OAT a 10 anni è più volatile rispetto ai tassi dei mutui immobiliari;
quando il tasso OAT ha iniziato a salire alla fine del 2021, i tassi bancari hanno seguito lo stesso andamento a partire dall’inizio del 2022;
quando l’OAT a 10 anni ha smesso di salire nell’aprile 2023, i tassi dei mutui immobiliari hanno continuato a crescere;
quando l’OAT ha ripreso a salire a partire dal 2024, le banche hanno, in un primo momento, continuato ad abbassare i propri tassi per acquisire nuovi clienti, dopo aver fortemente rallentato la concessione di credito, in particolare a causa del tasso di usura;
il tasso dell'OAT supera oggi i tassi dei mutui a 20 anni, il che costituisce un indicatore anticipatore di un futuro aumento dei tassi offerti dalle banche.
Considerando il rapidissimo aumento dell'OAT tra la fine di febbraio e la fine di marzo 2026, passato dal 3,30% al 3,90%, è altamente probabile che le banche aumentino progressivamente i propri tassi nei prossimi mesi.
D'altra parte, il tasso dell'OAT a 10 anni rimane ancora contenuto, sebbene in netto aumento dalla crisi in Medio Oriente.
Conclusione: l'aumento dei tassi immobiliari nel 2026 dovrebbe essere graduale, ma molto probabilmente costante, almeno fino alla fine del 2026, se non addirittura all'inizio del 2027. Infine, è ancora troppo presto per sapere se i tassi supereranno il 4%, come alla fine del 2023, ma questa probabilità è tutt'altro che trascurabile.
In concreto, quanto può costare aspettare?
• +0,5% di tasso = -5 a -10% di potere d'acquisto
• 6 mesi di attesa = diverse migliaia di euro di costo aggiuntivo
Esempio per un mutuo di 500.000 €, su 20 anni e con un aumento dei tassi dal 3 al 4%, la vostra perdita di potere d'acquisto sarà di circa 43.000 €, ovvero circa 4 m² a Parigi.
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La situazione attuale non è quindi allarmante, ma è meglio non perdere tempo se avete in programma un acquisto. Più aspetterete, più il vostro potere d'acquisto immobiliare rischia di deteriorarsi in un contesto di aumento dei tassi immobiliari.
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